Maschere in Passerella - Caterina Pellegrini |
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| Prezzo:
€ 11,40
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Durante il Carnevale medievale l’uso del travestimento smantellava le barriere sociali del rango e della ricchezza. In quel periodo dell’anno il ricco, mascherato da povero, comportamenti non concessi nella vita quotidiana e al povero travestito da ricco, di accedere a luoghi di solito proibiti. La città in cui più si diffuse il Carnevale fu Venezia. Le maschere e i travestimenti venivano impiegati per festeggiare qualsiasi occasione, come l’elezione del Doge, l’arrivo di un ambasciatore o una vittoria in battaglia. Le maschere si esibivano in Piazza San Marco sotto gli sguardi di un pubblico critico, seduto su panche e poltrone sistemate appositamente per l’occasione. Oltre ai giocolieri, burattini, mangiatori di fuoco, sfilavano maschere di tutti i generi: turchi, arabi, animali, streghe e demoni. Nel Settecento si diffuse un’altra maschera, la Bauta, che permetteva il completo anonimato. Verso la fine del secolo XVI, in Italia si diffuse la “Commedia dell’Arte”, che fece diventare le maschere italiane, personaggi che in ogni commedia, avevano lo stesso nome, costume, trucco o maschera, linguaggio e soprattutto lo stesso carattere. Le maschere divennero così il mezzo più eloquente per sottolineare il carattere del personaggio e arricchirlo psicologicamente. I tipi comici della Commedia dell’Arte ebbero origine dal folklore, infatti, prima di apparire sulla scena comparvero nelle feste popolari. |
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